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mercoledì 1 marzo 2017

Barretta con spillone per capelli, da un flacone di plastica

Girovagando per Pinterest ho visto svariati ferma-tenda realizzati con dei flaconi di plastica; io ne ho fatta una variante più piccola da usare come fermacapelli, riciclando un flacone di crema fluida, dal bellissimo colore verde acqua.


La forma che ho scelto è quella del simbolo dell'infinito, una forma che mi piace e un tema che sto esplorando nella bacheca che ho da poco creato appositamente.

barretta con spillone per capelli da flacone di crema 2

Le fasi per la realizzazione di questa semplicissima barretta con spillone sono tre: dapprima ho disegnato la sagoma sulla superficie del flacone di plastica, con un pennarello indelebile; poi l'ho ritagliata, con le forbici per i contorni esterni e con il taglierino per quelli interni.

barretta con spillone per capelli da flacone di crema 3

Infine, ho rifinito i tutti i bordi sagomandoli con l'aiuto del pirografo.

Data la forma di questo fermacapelli, questo post partecipa a


che sarà attivo ancora per un paio di settimane.
Vi aspetto con le vostre idee!

A presto. =)


giovedì 26 gennaio 2017

Portamonete fatto con i CD + Un regalo molto ispirante

Un'altra idea per regalare denaro in modo creativo, utile anche per confezionare piccoli oggetti, ma anche semplicemente da fare per sé da usare come portamonete.


E' veramente semplice e veloce da realizzare e servono pochissimi materiali: 2 miniCD, del cartoncino ondulato, una zip e la colla a caldo per assemblare il tutto.

portamonete di CD 2

Se la cerniera non fosse abbastanza lunga quanto la circonferenza dei dischetti, come nel mio caso, si può aggiungere un pezzo di stoffa e incollarlo, sempre con la colla a caldo; io ho usato il passante per la cintura di un paio di jeans smessi. E' importante per questa operazione utilizzare un materiale non rigido; quindi sconsiglio cose tipo una striscia di cartoncino, che è stata la mia prima idea, salvo poi verificare che impediva un'agevole apertura del contenitore.

portamonete di CD 4

Ma come ho attaccato la zip ai CD? Ho creato due spessori di diametro leggermente inferiore a quello dei CD, incollando uno sull'altro tre dischetti di cartoncino ondulato per ciascuno, dopo averli ritagliati con le forbici. Poi ho incollato questi spessori alla facciata inferiore dei CD e la stoffa della cerniera sul fianco degli spessori.
Dato che la parte centrale del dischetto è trasparente, ho scelto una tinta di cartoncino che si adattasse sia al colore della linea colorata che lo decora che a quello della zip.

portamonete di CD 3

Ovviamente da questo oggetto di base si può proseguire con ulteriori decorazioni, dipingendo la superficie esterna dei CD, rivestendola con stoffa, carta, o altro.
Il cartoncino interno può essere anche di recupero; in questo caso è meglio poi rifinirlo con la tecnica preferita, perché quando il portamonete è aperto rimane a vista... sebbene per pochi attimi.
Infine, lo stesso procedimento impiegato per costruire questo portamonete si può usare anche con dei CD normali, ottenendo un borsellino più grande o una piccola pochette.

***************

E ora veniamo al secondo argomento del post,
che è poi direttamente collegato alla prima parte.


La mia amica Laura
per ora solo virtuale ma che mi piacerebbe abbracciare prima o poi di persona,
mi ha inviato un graditissimo dono.
Bellissimo, 
sia per la confezione di carta artigianale con semi di papavero incorporati, 
curata in ogni dettaglio,
sia per il prezioso contenuto, accompagnato da una cartolina vintage.

Ed ecco perché ho definito questo regalo "ispirante":
la zip che ho usato per il portamonete presentato prima fa parte
di quel meraviglioso e colorato fascio di cerniere vintage
che vedete al centro del collage qua sopra.
E non solo; quella favolosa tag con custodia coordinata
riccamente e deliziosamente decorata, nella foto a destra,
mi ha suggerito la struttura della mia tag con tasca porta-soldi,
protagonista del post precedente.

Che dire? Grazie infinite Laura, per la tua amicizia, 
per i materiali e gli oggetti di cui mi hai omaggiata, 
e per le idee che quotidianamente condividi elargendo 
creatività e originalità a piene mani.

A presto! =)

P.S. questo post partecipa a


...in quel caso, meglio sostituire le monete con una banconota. ;)



mercoledì 14 dicembre 2016

Braccialetti multi-fili con zip e perle di plastica

In rete ho visto tanti bijoux fatti con le zip, di tante fogge diverse, di tutti i colori e di ogni stile.... tanto che sinceramente non mi ricordo se ne ho visti fatti esattamente come questi...


...probabilmente ho preso ispirazione un po' da tutti.

Comunque, qualche giorno fa sono felicemente entrata in possesso di alcune borse e zaini (vecchi o rotti) da smontare per recuperare il riciclabile... le mie amiche sanno che prima della discarica ci sono io... e parte del bottino sono queste zip, una nera...

braccialetti con le zip 2

... e una lilla; le perle abbinate a quest'ultima nella foto sembrano blu ma in realtà sono viola... non c'è stato verso di farle apparire del colore originale.

braccialetti con le zip 3

Il procedimento è semplicissimo ed intuitivo: con le forbici ho rifilato le cerniere fino a conservare solo i dentini, le ho tagliate della lunghezza necessaria, ho infilato le perle di plastica e ho bloccato i 4 capi all'interno di un accessorio argentato dalla forma un po' petalosa.
La catenella e il moschettone rendono il braccialetto regolabile e adattabile a diverse circonferenze di polso.

Trovo che questi braccialetti siano una simpatica idea regalo,
per ragazze di tutte le età. 
Per cui, questo post partecipa a:


e si aggiunge alle tante altre belle idee per regalare
e per vestire a festa la casa, l'albero e la tavola.
Venite a curiosare e ad aggiungere le vostre proposte,
fino al 24 dicembre.

Ricordo inoltre che fino alla stessa data è aperto anche


che raccoglie e promuove l'handmade in vendita di brave creative.

A presto! =)



domenica 4 dicembre 2016

Pallina di plastica e cotone all'uncinetto, con sorpresa

Sia l'idea che il procedimento alla base della realizzazione di questa pallina, fatta per metà di plastica e per metà di cotone lavorato all'uncinetto, sono gli stessi dei sacchettini semi-rigidi realizzati tempo fa. 


La differenza sta nella base che, invece di essere costituita dal fondo di un flacone di shampoo, è fatta con una mezza sfera di plastica, parte di una ex confezione dei famosi cioccolatini rivestiti dalla stagnola dorata tutta stropicciata, che hanno il pirottino ci carta marrone e il cui nome (composto da due parole) inizia per F e finisce per R... quali saranno mai... mah...

pallina di plastica e cotone con sorpresa 2

Dopo aver forato il bordo della mezza sfera con l'attrezzo che serve per fare i buchi alle cinture, ho iniziato la lavorazione di cotone bordeaux con un giro a maglia bassa per poi proseguire a punto tela, diminuendo qualche maglia ogni tanto per dare forma alla mezza sfera morbida.

pallina di plastica e cotone con sorpresa 3

L'ultimo giro è realizzato dall'alternanza di una maglia alta e di una catenella, saltando una maglia di base, in modo da creare gli spazi per far passare un cordino di catenelle rifinito da due nappine, e rendere apribile e richiudibile la pallina.
In questo modo si può sfruttare il doppio uso di questa creazione: può infatti essere utilizzata come confezione regalo per cioccolatini (io ne ho messi più di una dozzina), caramelle o piccoli doni, oppure come decorazione per l'albero di Natale, avendo l'accortezza di riempirla con cotone, carta velina o di giornale, stoffa riciclata, o comunque del materiale leggero che possa però sostenere la forma arrotondata della parte superiore.

pallina di plastica e cotone con sorpresa 4

Come sempre, si conferma la regola che io non riesca mai a fotografare decentemente questo colore (sembrano due diversi, anche se il soggetto è sempre lo stesso), ma volevo mostrare la pallina anche appesa all'albero; basta usare l'asola del fiocchetto per appenderla ai rami.

Questo post potrebbe trovare posto in due dei quattro 
cioè sia in "Biglietti & Pacchetti" che in "Decorazioni Casa & Albero";
scelgo di inserirlo nella seconda,
perché come decorazione avrebbe una vita più lunga:
infatti dopo aver finito i cioccolatini, la confezione regalo
può essere ri-usata all'infinito come pallina per l'albero.


Grazie a tutti coloro che stanno arricchendo le raccolte natalizie con le proprie
favolose creazioni.

A presto! =)



martedì 22 novembre 2016

Riciclo di una tovaglietta americana plastificata

Un'idea di "riciclo casalingo" semplice da realizzare, che richiede solo un po' di pazienza: avevo una tovaglietta americana di gomma plastificata, gemella di quella ritratta al centro del collage qua sotto, che però era rovinata, strappata e bucata in qualche punto.


Ma i colori e le sfumature erano così belle, e il materiale così morbido e resistente allo stesso tempo, che era un peccato buttarla via senza trovare il modo di farne qualcos'altro.
Così l'ho moltiplicata in una miriade di piccole parti da usare come decorazioni per biglietti, pacchetti regalo, cornici ed oggetti vari.
Sono bastate un paio di forbici e qualche punch per dare forma a cuoricini di due misure diverse, piccoli fiocchi di neve (con le parti più chiare del disegno), piccolissime farfalline variopinte, tre targhettine con le apine e due "quadretti" con le margheritone arancioni su sfondo bianco.

Non è la prima volta che una tovaglietta come questa dona il suo contributo ad un riciclo; un pezzo di una identica a questa è finito... a tappare un buco di un certo tavolino.

A presto! =)




martedì 15 novembre 2016

Secchiello porta-crochet, di plastica e cotone... a crochet

Ecco un altro lavoro di riciclo/riuso che ho realizzato in questi giorni, un po' meno veloce e un po' più elaborato rispetto al super facile e rapido appendi-strofinacci fatto con le mollette per i panni, e che mi sta dando soddisfazione perché è comodo e pratico da usare, oltre che gradevole da guardare... diciamo che fa già parte dell'arredamento, dato che uncinetti&Co. sono sempre in giro a portata di mano.


L'oggetto di partenza è un secchiello di plastica per alimenti (credo fosse un ex contenitore per mozzarelle fresche) completamente trasparente e dotato di coperchio, alto abbastanza da avere le pareti alte poco più della lunghezza di un normale uncinetto. Per intenderci, è un po' più alto di un classico barattolo dello yogurt da 500 g., nel quale questo porta-crochet non si sarebbe potuto realizzare.

secchiello porta-crochet 2

Ho iniziato dall'esterno, ovvero dal rivestimento di cotone bianco screziato di beige che ricopre interamente il secchiello.
Sono partita dal fondo, lavorando in tondo a spirale con delle normali maglie mezze alte, fino a raggiungere il diametro del fondo del barattolo (prima foto in alto nel collage qua sopra).
Giunta a quel punto, ho eseguito un giro a maglia bassa in costa, senza più aumentare punti, come è invece necessario fare per la lavorazione in tondo (seconda foto in alto).
Da quel momento ho lavorato a punto tela (punto che avevo già utilizzato per i porta-tovaglioli natalizi di un annetto fa) fino a ricoprire interamente il corpo del secchiello. Il punto tela è facilissimo perché si esegue alternando una maglia bassa e una catenella; la maglia bassa seguente si lavora saltandone una di base, e nel giro successivo ogni maglia bassa si punta nello spazio lasciato libero dalla catenella di base. In questo modo si ottiene una lavorazione compatta, ma con un leggero rilievo che ne movimenta piacevolmente l'aspetto.
Dato che il secchiello ha una forma leggermente svasata verso l'alto, ogni tanto ho dovuto aumentare qualche punto, senza una regola precisa, semplicemente provando spesso il "vestitino" sul "modello".

secchiello porta-crochet 3

Dato che in prossimità dell'apertura il secchiello è provvisto di un bordo più largo rispetto alle sue pareti, ho realizzato una sorta di "mantovana" separata. Ho iniziato da una fila di catenelle lunga quanto la circonferenza dell'apertura, che ho poi chiuso a cerchio con una maglia bassissima; poi ho proseguito con un giro a maglia bassa, un giro a maglia alta (durante la lavorazione del quale ho previsto due spazi vuoti per lasciare liberi i fori nei quali si fissano i perni del manico del secchiello), un giro a maglia bassa e un giro di ventaglietti, composti da 7 maglie alte ciascuno.
Praticamente, il rivestimento del secchiello sale dal basso verso l'alto, mentre quello del bordo scende dall'alto verso il basso.

secchiello porta-crochet 4

Poi è giunto il momento di decorare/rivestire il coperchio; avrei voluto realizzarlo interamente all'uncinetto, ma il gomitolo (esemplare unico ricevuto grazie ad un baratto di tempo fa) non era sufficiente. Allora ho optato per applicare al centro un pezzo di cartoncino ondulato color avana (che riprende il rivestimento dell'interno del porta-uncinetti, come vedremo tra poco) e di realizzare a crochet solo il bordo, in modo simile a quello usato per la "mantovana": una fila di catenelle lunga quanto la circonferenza necessaria, un giro a maglia bassa, un giro a maglia alta e un giro di pippiolini.
Per riempire un po' lo spazio al centro del cerchio di cartoncino, e per finire l'ultimo rimasuglio del gomitolo, ho applicato un semplice fiore.
Il rivestimento del secchiello si sostiene da solo, grazie alla lavorazione abbastanza compatta, mentre i bordi del coperchio e dell'apertura del contenitore li ho fissati con qualche goccia di colla a caldo.

secchiello porta-crochet 5

Terminata la parte esterna, puramente decorativa, ho realizzato l'interno per attrezzare il secchiello di plastica al fine di contenere/ordinare gli strumenti per il crochet, più qualche accessorio per il cucito.
Ho rivestito l'interno delle pareti con del cartoncino ondulato color avana, fissandolo con la colla a caldo; poi ho creato dei divisori/spessori incollando una sopra l'altra delle piccole striscioline di cartoncino, e infine ho applicato a queste ultime una ulteriore striscia di cartoncino, alta quanto i divisori.
Negli alloggiamenti così creati, ho sistemato gli uncinetti separando le varie misure, la forbice, una matita che mi serve per prendere appunti quando mi invento qualche lavorazione... quando mi ricordo di farlo, un segna-punti, e delle matite per tessuto.
Nello spazio centrale circolare ci sta giusto giusto un barattolo di vetro (di recupero) nel quale ho sistemato un metro da sarta e una scatolina di spilli con la capocchia di vetro, ma c'è spazio anche per altre piccole cose volendo, tipo alcuni bottoni.

secchiello porta-crochet 6

Inizialmente avevo in mente di dotare il coperchio del barattolo di un punta-spilli, come quello realizzato tempo fa, che era fatto di polistirolo ricoperto di stoffa con la tecnica del patchwork senz'ago.
Ma poi ho deciso di usare quello fatto a libricino, realizzato dalla mia mamma quando era ragazzina e imparava a fare la sarta e a ricamare; in una "pagina" ci sono aghi di varie misure e un paio di spilli da tenere a portata di mano, mentre nell'altra ci sono spille da balia di diverse misure. Alla bisogna questo libretto funge anche da punta-spilli, quindi mi sono limitata a decorare il coperchio del barattolo di vetro con un disco di cartoncino, per coordinarlo al contenitore.

A proposito di cose a forma di libro, questo secchiello porta-uncinetti al momento sostituisce quello che avevo realizzato un paio di anni fa e che era fatto di lana, proprio a forma di libro. Chi non se lo ricorda può cliccare sul link e vedere come è fatto.

A presto! =)

Questo post partecipa a:



martedì 6 settembre 2016

Paletta e sessola fai-da-te, riciclando flaconi di plastica

Finalmente ho messo in pratica questa semplice quanto geniale idea (vista tante volte nel web, per esempio QUI) per ricavare delle utili palette da flaconi di plastica vuoti. 


Basta una semplice forbice un po' robusta (tipo quella da elettricista), un taglio nella posizione più opportuna a seconda della forma, della dimensione del flacone e di cosa si intende ricavarne... e il gioco è fatto in un minuto.

paletta e sessola fai-da-te 2

Conservando solo la porzione di flacone in corrispondenza del manico, si ottiene una comoda paletta, più o meno grande e più o meno piatta, in base alla conformazione del recipiente. Può essere adatta per lavori di giardinaggio, per giocare con la sabbia e, nel caso di quelle più grandi e piatte, anche per le pulizie di casa, in abbinamento con  la scopa.

paletta e sessola fai-da-te 3

Nel caso in cui invece si voglia ricavare una sessola, bisogna conservare anche la parte con il tappo e sagomare il contenitore in base alle proprie necessità di utilizzo. Io, per esempio, la uso per rimuovere dal pond l'acqua in eccesso dopo abbondanti piogge, ma può essere utile anche per travasare terra o sabbia, o per prelevare mangimi e granaglie da grossi sacchi.

Ovviamente, soprattutto nel caso in cui questi nuovi attrezzi fai-da-te vengano a contatto con acqua e/o alimenti, vanno prima accuratamente lavati sia all'interno che all'esterno.

A presto! =)



venerdì 26 agosto 2016

Porta-bottiglia, di plastica all'uncinetto

Come dicevo qualche post fa, ultimamente mi porto al lavoro una bella bottiglia di bevanda rinfrescante-rimineralizzante fai-da-te. Ma mi si è posto il problema del trasporto: dal momento che uso una bottiglia di vetro, perché è più igienica rispetto alla plastica e riutilizzabile all'infinito, non sapevo mai come posizionarla in macchina perché non sbatacchiasse e rotolasse di qua e di là, rischiando ogni volta di rompersi. Inoltre mi è capitato anche di dover camminare per un po' dopo il lavoro... e mi sono ritrovata con la bottiglia in mano, dato che non avevo una borsa in cui riporla. Ed ecco quindi la mia soluzione:


Il porta-bottiglia da trasporto, ovvero una sorta di cestino con tracolla, multi-uso. L'ho realizzato con un filo ricavato da qualche sacchetto di plastica, con il procedimento descritto tempo fa, e l'ho lavorato all'uncinetto.

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 2

Ho iniziato dal fondo, lavorando in tondo a spirale a maglia bassa; poi, senza staccare il filo, ho realizzato il cilindro che costituisce il corpo del cestino, usando la maglia alta lavorata sempre a spirale. Giunta all'altezza desiderata, ho formato la tracolla con una striscia fatta da 4 maglie mezze alte che ho poi fissato dalla parte opposta del bordo del cestino con della maglie bassissime.
Per rifinire, e dare maggiore consistenza e robustezza al porta-bottiglia, ho fatto un giro a maglia bassa che comprendesse il bordo superiore del cestino e il lato della tracolla, uno per parte.

Ora la mia bottiglia, grazie al suo nuovo guscio semi-rigido, può essere tranquillamente trasportata in auto...

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 4

...e portata a spasso

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 3

E quando non viaggia?

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 5

Se ne sta da brava sull'attacca-panni, senza ingombrare la cucina.

A presto! =)


venerdì 22 luglio 2016

Il nostro pond, parte 1: come abbiamo allestito l'esterno

Finalmente eccola qui, la nuova grande e confortevole casa per i nostri pesci rossi: un pond


Ho deciso di utilizzare la parola inglese "pond", perché identifica meglio il concetto rispetto a "laghetto"; quest'ultima infatti si riferisce al classico specchio d'acqua scavato nel terreno, delimitato da sassi e/o vegetazione di vario tipo, mentre quella del pond è un'idea molto più ampia e variamente interpretabile, perché si riferisce alla creazione di ambienti acquatici di varie fogge e dimensioni (molto spesso infatti si tratta di mini-pond), allestiti nei più svariati contenitori, con piante e animali acquatici, posizionabili sia in luoghi chiusi che all'aperto, su balconi, terrazzi e nei giardini anche molto piccoli, come il mio.

Nonostante la meticolosa selezione, le foto dei vari passaggi della costruzione sono rimaste comunque tante; per questo ho pensato di raggrupparle in alcuni collage, ma chi volesse vederle singolarmente e ingrandite può farlo attraverso il relativo album su Flickr.
Ho inoltre diviso l'argomento in due post-capitoli: in quello di oggi mostrerò come abbiamo allestito l'esterno, mentre nel prossimo parlerò della parte interna che, soprattutto nel caso siano presenti anche dei pesci, è molto importante perché ci sono delle condizioni da rispettare.
A questo proposito, vorrei aprire una parentesi: dato che era da molto tempo che accarezzavo l'idea di realizzare un laghetto in giardino mi sono molto documentata su internet, e ho anche creato una bacheca su Pinterest dedicata interamente a questo argomento, nella quale ho raccolto molte idee. Però spesso "molte idee" vuole anche dire "molta confusione", quindi sono stati fondamentali i preziosi consigli trovati presso un negozio specializzato in acquari (www.discusfantasy.net), che hanno saputo rispondere con disponibilità e competenza alle mie molte domande.

Ma vediamo come è fatto il nostro pond: tutto è cominciato con uno scavo nella zona del nostro piccolo giardino prescelta per ospitarlo.

2. scavo e posizionamento contenitore

Il recipiente che abbiamo utilizzato come base è un raccoglitore per l'acqua piovana, comprato per l'occasione, nonostante avessi meditato a lungo su vari tipi di contenitori di recupero. Per esempio, mi intrigava molto l'idea di utilizzare dei vecchi pneumatici da trattore o camion, ma volevo essere certa che il materiale fosse sicuro, sia per i pesci che avrebbe dovuto ospitare all'interno che per la terra circostante. Immagino quindi che un contenitore appositamente creato per raccogliere e riutilizzare l'acqua piovana in giardini e orti, non rilasci sostanze tossiche né all'esterno né all'interno.
Il nostro ha una capacità di 200 litri, misura 65 cm di diametro e 85 cm di altezza. L'abbiamo interrato solo per circa la metà, facendo attenzione a riempire bene con la terra lo spazio intorno alle pareti esterne, bagnando con l'acqua e comprimendo bene con un bastone per compattare il più possibile.

3. rivestimento parte esterna

Poi abbiamo rivestito la parte del contenitore rimasta esposta fuori terra con dei mezzi tronchetti di legno; questi hanno sia scopo decorativo che di protezione della plastica, per mitigare sia l'azione riscaldante del sole d'estate che quella del gelo in inverno. Sotto ai tronchetti abbiamo posizionato dei sassi piatti di serizzo (avanzati anni fa dalla costruzione del camino) per non metterli direttamente a contatto con la terra, rimandando in questo modo il loro deperimento.
Dove si interrompe il giro di mezzi tronchetti abbiamo sistemato un grosso e bizzarro legno, recuperato un paio d'anni nella buzza, ossia l'insieme di piccoli legnetti e grossi tronchi che si accumula sulla superficie del lago in seguito a periodi di forti piogge e che pian piano vengono sospinti e depositati sulle spiagge. L'avevo preso perché mi ispirava... e finalmente ha trovato il suo scopo.
Attorno al simpatico pezzo di legno abbiamo posto alcuni sassi recuperati in diverse spedizioni al fiume, intraprese proprio per scovare gli esemplari giusti, ognuno dei quali scelto avendo bene in mente dove sarebbe andato a posizionarsi.
La "coda" di sassi che si vede nella foto in basso a destra del collage qua sopra, serve per coprire e riparare il filo elettrico della pompa sommersa da mani e zampe indiscrete e soprattutto dall'azione del decespugliatore.

4. movimento acqua

Ed ecco a cosa serve la pompa sommersa di cui parlavo: prima di tutto a filtrare l'acqua per mantenerla pulita, e allo stesso tempo a creare dei giochi d'acqua, che non sono solo decorativi.... come vedremo nel prossimo post.
Il meccanismo della fontanella centrale è un accessorio della pompa stessa, mentre la cascatella laterale è opzionale e si può realizzare a proprio piacimento.

5. foratura bottiglia per cascata laterale

Noi abbiamo scelto di ri-utilizzare una bottiglia di vetro a forma di ampolla, ex confezione di una grappa. Ovviamente è stato necessario forarla e per farlo Luca ha usato un piccolo trapano per hobbystica, procedendo molto lentamente e avendo cura di mantenere bagnati sia la punta del trapanino che il vetro stesso, per evitare dannosi surriscaldamenti.
Nonostante le accortezze, dopo un po' lo spesso vetro del fondo della bottiglia ha iniziato a creparsi, perciò non è stato possibile raggiungere il diametro del foro necessario ad introdurvi il tubo di gomma che collega la bottiglia alla pompa.

6. fissaggio bottiglia per cascata laterale

Abbiamo allora aggirato il problema collegandovi un pezzo di plastica ricavato da un piccolo imbuto inutilizzato e legato con un segmento di fil di ferro annodato.
Infine abbiamo fissato la bottiglia al tronco di legno mediante un gancio a vite.

7. posizionamento tubo per cascata laterale

Nella foto qua sopra si vede il sistema con il quale abbiamo installato il tubo di gomma: con un coltello appuntito e affilato abbiamo creato un foro nella parte superiore del contenitore di plastica, vi abbiamo fatto passare il tubo collegato alla pompa, abbiamo fatto girare quest'ultimo esternamente attorno al tronco e poi l'abbiamo inserito nel fondo della bottiglia. Una volta posizionati i sassi di fiume, il tubo resta quasi interamente nascosto.

Il lavoro strutturale/decorativo esterno è praticamente finito...

8. ombreggiare quando fa caldo

...non resta che posizionare un ombrellone per ombreggiare lo specchio d'acqua nelle ore più calde del periodo estivo...

9. pescatore i fil di ferro e plastica

...e uno strano personaggio appollaiato sul tronco di legno, che fa (rigorosamente) finta di pescare. Il pescatore è modellato a mano, con una struttura di fil di ferro zincato; me lo immaginavo interamente fatto di ferro, ma in quel modo non era molto visibile e si mimetizzava troppo nell'ambiente circostante. Allora per il corpo ho pensato di usare un ritaglio di plastica bianca, ricavato da un flacone di shampoo, l'ho forato lungo il bordo con l'attrezzo che si usa per forare le cinture, e l'ho "cucito" alla struttura di metallo con del fil di ferro sottile.
La canna da pesca è fatta con un rametto proveniente dalla potatura del pero (il cui tronco si vede sullo sfondo) e la lenza è un pezzo di spago dal quale penzola un piccolo amo di fil di ferro.

Al prossimo post, con la descrizione dell'allestimento interno. =)


mercoledì 11 maggio 2016

L'annosa questione della fontanella da giardino

Quando la nostra casa è stata costruita, oltre una ventina di anni fa, non era stato previsto alcun attacco per l'acqua in giardino, nemmeno uno striminzito rubinetto. Sebbene il suddetto giardino sia davvero minuscolo, non si può certo pensare di bagnarlo con l'innaffiatoio... e poi mi serve una specie di lavandino per poter lavare le mani e gli attrezzi, dato che, oltre al giardinaggio, nella bella stagione mi dedico anche ai miei lavori di bricolage all'aperto.

Il mio ultimo modello di fontanella da giardino al momento è questo:


Come ho anticipato nel titolo del post, la questione è annosa... nel vero senso della parola, perché si trascina da anni... e anche quella attuale non è certo la soluzione definitiva. Facciamo quindi un piccolo passo indietro, per parlare delle precedenti.

In un primo tempo è stato realizzato lo striminzito rubinetto a livello rasoterra, giusto per potervi attaccare la canna dell'acqua.
Poi, dopo qualche anno, complice il rinvenimento del vecchio vecchissimo trave di legno che ancora fa da supporto al tubo dell'acqua, è stato realizzato il seguente modello, in cui la protagonista è una tanica di plastica per prodotti detergenti industriali, decorata con un misto di pittura e découpage.

fontana giardino 2 2012-2013

Ci ha tenuto compagnia negli anni 2012 e 2013, per essere poi soppiantata da quest'altro prototipo, costituito da un mastello di plastica rivestito con un mosaico di stoviglie rotte:

fontana giardino 3 2013-2016

Questo recipiente è durato senza dubbio di più, ovvero dal 2013 fino a pochi giorni fa. L'ho sostituito perché purtroppo il mosaico, realizzato su un supporto flessibile ed esposto costantemente alle intemperie, con il tempo si è crepato e ha perso dei pezzi:

fontana giardino 4

Ed ecco pochi giorni fa il "colpo di genio": quando mi sono ritrovata tra le mani il boccione/dispenser dell'acqua da ufficio ho pensato che, con gli opportuni tagli e ritagli, sarebbe potuto diventare per qualche tempo la nostra nuova fontanella/lavandino da giardino.

fontana giardino 5

Ovviamente la definizione "colpo di genio" è ironica; so bene che questo manufatto ricicloso non si può certo definire una bellezza, e so altrettanto bene che non sarà per sempre.... come le precedenti del resto.
Però l'idea non è malvagia, e penso possa essere utile in situazioni tipo il campeggio o il campo scout, per soluzioni usa&getta per così dire... con la opportuna raccolta differenziata a fine servizio, ovviamente.
In queste situazioni effimere si può anche lasciare al naturale; però, per inserire meglio la mia nuova fontanella, a livello visivo, nel contesto del giardino io ho preferito darle una mano di vernice verde.

fontana giardino 6

Ho usato un residuo, che avevo in casa da tempo, di una vernice in gel per ferro; è confortevolissima da utilizzare, perché non cola, si asciuga in fretta e le tracce delle pennellate si spianano da sole come per magia. Inoltre, contiene anche dell'antiruggine, il che la rende perfetta per ringhiere e cancelli esterni, che non vanno quindi pre-trattati con l'apposito prodotto. Sulla plastica ha aderito perfettamente... riguardo alla durata nel tempo... vi farò sapere.

fontana giardino 7

Per scaricare l'acqua senza allagare tutto intorno, ho inserito la canna direttamente nell'apertura del collo del boccione, che casualmente è del diametro perfetto.

fontana giardino 8

Come si vede da quest'ultima foto, il trave di legno è attualmente sormontato dalla casetta di legno per gli uccellini selvatici; anche questa ha recentemente subito un piccolo restauro (riverniciatura) e un trasloco. Prima infatti si trovava in un altro angoletto del giardino, posizionata sopra un grosso palo a sezione tonda (QUI il post originale); quest'inverno però si è rotto alla base e la casetta/mangiatoia è stata ricollocata provvisoriamente qui.

Per il momento la mia fontanella svolge perfettamente il suo ruolo... finché durerà. In seguito, mi farò venire qualche altra idea.

A presto! =)




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