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lunedì 3 aprile 2017

Hotel per insetti e farfalle

Io e Luca abbiamo appena finito di allestire il nostro hotel per insetti, ovvero una struttura che serve per attrarre nel nostro giardino (ma basta anche un balcone) insetti utili di varie specie. 
Mi sono imbattuta circa un anno fa in qualche immagine di alcuni curiosi allestimenti di questo tipo, ma senza badarvi troppo; poi, dopo aver visto la casetta rifugio per le api di Michela, mi è venuta voglia di provarci.


Ho raccolto in un'apposita bacheca su Pinterest diversi pin: vi consiglio di darle un'occhiata, se siete interessati all'argomento, perché ci sono tanti progetti, dal più semplice al più elaborato, alcuni davvero sorprendenti e anche divertenti. Io mi sono documentata leggendo alcuni articoli; sono praticamente tutti in inglese a parte quello di Michela, ma dalle immagini si capisce lo stesso come strutturare l'hotel in base alle tipologie di insetti che ci piacerebbe venissero nel nostro giardino.

hotel per insetti 3

Qui a casa decoriciclo ovviamente abbiamo utilizzato quasi esclusivamente materiali di recupero, come le scatolette di latta che costituiscono le varie "stanze" dell'hotel, tenute insieme da una fascia di rete da conigliera.
A proposito, sapete perché in genere questa struttura si chiama "hotel" e non "casa" per insetti? Perché è concepita per ospitare e dare rifugio temporaneo ad insetti impollinatori come le api solitarie, le coccinelle, le farfalle e molte altre specie.

hotel per insetti 2

Sulla sommità della "torre" di scatolette ho messo un "tetto", in realtà più decorativo che funzionale, costituito dal fondo di un vecchio cestino rotto che tempo fa avevo tenuto da parte perché mi "ispirava", anche se allora non sapevo ancora cosa. Per fare in modo di bloccare il vimini, che tendeva a scappare via, ho fatto qualche giro di spago; sempre con lo spago ho poi appeso l'hotel ad un ramo del pero... che in questo momento è tutto fiorito e già da solo attrae una bella quantità di insetti.

Ma vediamo nel dettaglio per quali creature sono predisposte le camere del nostro albergo, allestite in base alle informazioni che ho raccolto in rete... dunque il condizionale è d'obbligo... poi vi farò sapere come e se la cosa funziona.

hotel per insetti 4

Le canne di bambù dovrebbero attrarre le api solitarie, ovvero gli esemplari che non vivono in sciami e che, come accennavo prima, svolgono un'importante azione di impollinazione.

hotel per insetti 5

Le farfalle invece dovrebbero preferire questi rifugi che sembrano dei salvadani, dei contenitori chiusi da delle "antine" provviste di una fessura lunga e stretta verticale; naturalmente anche la "porta" della nostra camera per le farfalle è fatta con materiali di recupero, cioè un pezzo di legno ricavato dalla stecca di una cassetta della frutta.

hotel per insetti 7

Alle coccinelle dovrebbero piacere invece questi tronchi pieni di confortevoli cunicoli, semplicissimi da realizzare perché basta prendere un pezzo di legno del diametro adatto, tagliarlo alla lunghezza necessaria e

hotel per insetti 8

fare dei buchi con il trapano usando punte da 2 a 8 mm di diametro. Questi insetti sono preziosi alleati delle nostre coltivazioni perché si cibano degli afidi, parassiti che possono infestare le nostre piante ornamentali e da frutto.

hotel per insetti 9

Dato che ci aspettiamo (o meglio, ci auguriamo) una grande affluenza di api solitarie, abbiamo aggiunto una stanza per loro in più, con un'ampia scelta di "lettini" di bambù dal diametro differente rispetto a quella del piano superiore.
La pigna, oltre ad essere bella di per sé e decorativa, e oltre a richiamare il colore del tetto di vimini, potrebbe essere attraente per per vari tipi di insetti, tra cui le coccinelle.

Come vedete, servono per lo più elementi di facilissima reperibilità, quindi si tratta di un allestimento pressoché a costo zero; oltre a quelli che abbiamo utilizzato noi, si possono impiegare anche legnetti di vari spessori e lunghezze, vasi e cocci di terracotta, tegole, sassi, fieno, altri tipi di pigne, muschio, cortecce, mattoni e blocchetti di cemento, filo metallico, bottiglie di plastica.
Inoltre, ci si può sbizzarrire con forme e modelli, non solo da appendere come il nostro, ma anche da appoggiare al pavimento.
Infine, è una bella occasione per passare del tempo con i bambini perché possono tranquillamente essere coinvolti sia nel reperimento dei materiali, magari durante una bella passeggiata nel bosco o su una spiaggia, che nella costruzione vera e propria; oltretutto, li si può invitare ad osservare il comportamento degli insetti in un ambiente naturale ma realizzabile anche sul balcone di casa.

Chissà se vi ho incuriosito e fatto venire voglia di provare.

A presto. =)

Questo post partecipa a:




lunedì 30 gennaio 2017

Braccialetti di rame con le "molle", variazioni sul tema

E' da un po' che non pubblico braccialetti di rame, non perché non ne abbia fatti quanto perché c'è stato altro di cui parlare, a cominciare dal Natale, passando per il Capodanno e la Befana per arrivare al Compliblog decoricicloso.
Sono tutte variazioni sul tema della "catena molleggiata", ovvero quel modello che mi diverto molto a realizzare composto da maglie che assomigliano a delle piccole molle. Oggi ne raccolgo un po' di esemplari in una veloce carrellata.

I primi che ho modellato, a cominciare da quello con la chiave di violino,
avevano tutti un motivo decorativo centrale.


Quello qua sopra ha una lettera "A" di rame e perline trasparenti arancioni,
iniziale del nome della destinataria del braccialetto, inscritta in un cerchio riccioluto.

braccialetto cuore doppio 2 copia

Ovviamente non potevano mancare i miei adorati cuori;
due semplici e lineari ma intrecciati tra loro come quelli qua sopra,
oppure grande, singolo e fronzoluto come quello qua sotto.

braccialetto cuore singolo 2 copia

Poi c'è stata la svolazzante farfalla, come la leggiadra ginnasta a cui è stato
donato il braccialetto in occasione della sua S.Cresima

braccialetto farfalla 2 copia

E infine un motivo astratto, composto da perline trasparenti e volute di rame

braccialetto riccioli di rame e perline trasparenti 3 copia

E poi oggi, la rivelazione della semplicità:
braccialetti di sole "molle", semplici e lineari ma con una certa personalità.
I miei preferiti, tanto che me ne sono fatta uno anche per me.

braccialetti MOLLE 1

Le chiusure di questi bracciali, una a "T" e l'altra magnetica, sono le più comode
perché consentono di indossare il bracciale in piena autonomia in un attimo.

braccialetto molle e perle di legno grezzo tonde 1

Poi ho alternato "molle" di rame e perle di legnotonde e grezze per quello qua sopra,
cubiche e color turchese per quello qua sotto.

braccialetto molle e perle di legno cubiche turchesi 2

Per conoscere le virtù e le proprietà terapeutiche del rame indossato sotto forma di monili (ma anche di cerotti) vi invito a leggere il post di Serena-EnjoyLife; io mi limito a ricordare che il rame quando viene usato, soprattutto se a contatto anche con l'acqua, perde parte della sua lucentezza a favore di una caratteristica brunitura che gli conferisce un aspetto anticato.

rame nuovo e rame usato

Che a me piace anche di più. 

A presto! =)

P.S. alcuni braccialetti di questo post sono stati regalati in diverse occasioni,
gli ultimi quattro sono però approdati nel mio shop su DaWanda,
insieme anche ad alcune creazioni Zentangle Ispired Art.
Cliccate sul link per dare una sbirciata.


venerdì 9 settembre 2016

Il potere cicatrizzante del miele + "INIZIATIVE IN CORSO" #35

Questa estate, come quella precedente del resto, ho avuto qualche problema di ragadi alle dita delle mani, ovvero quei piccoli ma fastidiosi (e parecchio dolorosi) taglietti che si formano sulla pelle per vari motivi, tra cui le prolungate immersioni l'acqua e il contatto con detersivi aggressivi.
Nonostante i tentativi di prevenzione, attuati applicando generosamente creme idratanti e protettive più volte al giorno, il problema può presentarsi lo stesso.
Ma recentemente ho trovato un prezioso alleato naturale: il MIELE.


Ne ho applicata una goccia direttamente sulla piccola ferita e ho messo sopra un cerotto, tenendolo tutta la notte; ebbene, già la mattina seguente il bruciore era notevolmente attenuato, anche dovendo continuare ad usare le mani per svolgere il normale lavoro quotidiano, e il processo di cicatrizzazione è stato incredibilmente veloce. Insomma, sono davvero soddisfatta dell'esperimento e lo consiglio a chi si trova nella stessa situazione.

***********

E oggi, dopo la sospensione estiva,
 riprende il consueto appuntamento quindicinale con
il Linky Party dedicato alle iniziative in corso nei blog.

Per l'occasione, ho creato un nuovo banner:


prelevabile in formato 200x200 px, copiando il seguente codice:

grab button for decoriciclo
<div class="decoriciclo-button" style="width: 200px; margin: 0 auto;"> <a href="http://decoriciclo.blogspot.it/search/label/Iniziative%20In%20Corso" rel="nofollow" target="_blank"> <img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwnEBsILEcCQzoJesZ9At6vaiwuAOmBsdK4NyUQA0k5D_zGe1Tp55GjWjYDX_0LJaL1rQ83wdwRmDVft65qShIZe7EXkVEjo03MnFZFH-aefLqBgNrxN4jvQ7-dqk4r4wQ-KLBcoTn8SGG/s1600/iniziative+in+corso+linky+party+2016+220x220.png" alt="decoriciclo" width="200" height="200" /> </a> </div>

e incollabile in modalità html dove volete nel vostro blog, che sia
nel post che partecipa al linky party, nella barra laterale o nell'eventuale
pagina dedicata a questo tipo di iniziative.

Il precedente banner, quello con lo sfondo di jeans, resta comunque valido;
potete scegliere quello che più vi piace e/o che meglio si
accorda con lo stile e i colori del vostro blog.
Entrambi i codici saranno sempre disponibili e prelevabili
nella PAGINA DEDICATA,
dove si trovano anche tutte le informazioni su questa iniziativa
che si rinnova ogni due settimane, sempre di venerdì,
per fare in modo che chi lo desidera possa condividere e pubblicizzare
le proprie iniziative virtuali effettivamente in corso di validità
o manifestazioni "reali" come mercatini, mostre, fiere, ecc...

Questa puntata inizia oggi e si chiuderà giovedì 22 settembre a mezzanotte,
per lasciare il posto a quella successiva il giorno dopo.
Le iniziative che sono sempre in corso, o che hanno cadenza periodica regolare,
possono ovviamente essere riproposte ad ogni puntata.

A presto! =)








lunedì 8 agosto 2016

Bevanda rinfrescante fai-da-te

Eccomi per una breve incursione estiva in questo mio povero e trascurato blog, con un argomento non certo principale ma nemmeno così insolito in queste pagine virtuali: l'auto-produzione e i rimedi naturali. Nella fattispecie si tratta di una bevanda rinfrescante e ri-mineralizzante fai-da-te, particolarmente utile in questo periodo di grande caldo e copiose sudate, data la sua ricchezza di vitamine, sali minerali e altri preziosi elementi.


La bevanda di cui parlo non è una mia invenzione; ne ho letto molto su internet e gli ingredienti sono pochi e semplicissimi, tanto da usare quanto da reperire. Io ne preparo una bottiglia da un litro al mattino, me la porto al lavoro e ne bevo un fresco bicchiere ogni tanto durante la giornata. Ma sarebbe perfetta da assumere anche al mattino appena svegli, in questo caso meglio se a temperatura ambiente, o addirittura tiepida.

Si prepara in 10 minuti e le dosi che uso io sono le seguenti: 
- il succo di 2 o 3 limoni (circa 200 ml), 
- un cucchiaio di miele (ma volendo si possono impiegare anche altri dolcificanti, dal comune zucchero allo sciroppo d'acero, o altro a piacere), 
- un cucchiaino di zenzero essiccato e macinato e 
- acqua quanto basta per riempire la bottiglia da un litro.
Il procedimento è semplicissimo: spremo i limoni e, con l'aiuto di un imbuto, verso il succo ottenuto nella bottiglia; poi stempero lo zenzero nel miele in un bicchiere a parte, mescolando bene e aggiungendo poco per volta dell'acqua; infine, quando il miscuglio è abbastanza liquido, lo aggiungo nella bottiglia e continuo a riempire con l'acqua fino a riempirla.

Le dosi ovviamente devono essere modificate a seconda dei propri gusti, regolando il grado di asprezza aumentando o diminuendo la quantità di limone, la dolcezza più o meno marcata scegliendo il tipo e la quantità del dolcificante più indicato alle proprie esigenze, e tendendo presente il gusto particolare, fresco ma un po' piccante dello zenzero.
Tutti gli ingredienti di cui è composta la bevanda sono ricchissimi di innumerevoli proprietà benefiche: arci-note sono infatti sia quelle del limone, che quelle del miele, così come quelle dello zenzero (clicca sui link per i relativi approfondimenti).
Oltre ai probabili effetti benefici a lungo termine, è certo che questa bevanda doni immediatamente un piacevole senso di freschezza rigenerante.

A presto! =)


venerdì 27 maggio 2016

Di autoproduzione, di luna piena e di "INIZIATIVE IN CORSO" #33

L'autoproduzione è una di quelle cose dalle quali si trae sempre grande soddisfazione; fare da sé prodotti che in genere si acquistano è infatti molto gratificante... oltre che praticamente l'unico sistema per sapere davvero "cosa-c'è-dentro".
Seguo con molto interesse questo argomento, sia attraverso alcuni blog (amici e non), che raccogliendo idee, ricette e suggerimenti nella mia bacheca di Pinterest.
A volte ci si lascia scoraggiare dalla mancanza di tempo, o dalla difficoltà nel reperire alcuni materiali o attrezzature; quando però si trovano proposte facilmente realizzabili, con pochi ingredienti di uso quotidiano, veloci da preparare.... che magari fanno anche risparmiare qualche eurino e, soprattutto, aiutano a produrre cose buone e salutari... bè, allora in quel caso non ci si può certo tirare indietro.


La prima cosa che ho provato ad autoprodurre in quest'ultimo periodo è lo yogurt. Lo facevo già tanti anni fa, ma ultimamente rimandavo sempre perché da tanto tempo non ho più la yogurtiera; poi è arrivato il post di Viviana-Ilsolleticonelcuore (molto ben fatto, ben spiegato e super esaustivo) e ho scoperto la possibilità di farlo comodamente nel forno di casa spento. I vantaggi di questo sistema sono indiscutibili, primo tra tutti la possibilità di prepararne in grandi quantità nello stesso momento (io ne ho preparati 2 Kg abbondanti) e in contenitori anche di recupero.
Quello nella foto qua sopra è il risultato della mia terza produzione, non il migliore a dire il vero; il primo era venuto molto più compatto, come piace a me. Ma sono ancora in fase di esperimenti per trovare la combinazione di yogurt e latte di partenza che meglio si adatta ai nostri gusti.
In ogni caso, consistenza a parte, il sapore è sempre stato ottimo, delicato e gustoso, per nulla acido.

scrub manipiedi fai-da-te

Il secondo prodotto-auto-prodotto è uno delizioso scrub per piedi e mani a base di zucchero, olio di oliva e lavanda; ho trovato la super facile ricetta nel post di Ste-Maghelladicasa. L'ho leggermente modificata in base a ciò che avevo in casa, ma si prepara in pochi minuti, dura a lungo ed è confortevolissimo da utilizzare, dai risultati sorprendenti.... assolutamente da provare insomma.

luna piena 22 maggio 2016-001

Il secondo argomento del post è la luna piena, precisamente quella spettacolare che si è potuta ammirare domenica sera scorsa (22 maggio). Lei era spettacolare, non c'è dubbio... le mie foto molto meno, nessun dubbio nemmeno qui.
Ma le ho volute condividere lo stesso; la prima qua sopra perché, pur essendo sgranata, ha un-certo-non-so-che, oltre al fatto che l'unica cosa vagamente a fuoco sembra essere proprio la luna.
La seconda qua sotto, perché i rami dell'albero creano uno strano effetto...

luna piena 22 maggio 2016 - albero che gioca a bascket-001

...sembrano un giocatore di basket che sta per andare a canestro con la palla allungando il braccio.

******************

E infine, è il turno della trentatreesima puntata del

decoriciclo


nel quale chiunque lo desideri può condividere le iniziative virtuali
in corso nei propri blog, 
ma anche le iniziative reali che vuole pubblicizzare.

Non ci sono regole né vincoli e non bisogna essere necessariamente
follower di questo blog.

Dato che questa raccolta si rinnova ogni 15 giorni,
(sempre di venerdì)
tutti i partecipanti possono riproporre ad ogni appuntamento
le proprie iniziative periodiche,
come per esempio le rubriche dei propri blog,
quelle sempre in vigore come le community a tema,
o quelle ancora attive nel lasso di tempo di riferimento,
ad esempio i linky party o i giveaway ancora aperti.

La frequenza quindicinale di questa raccolta serve infatti
a far sì che le proposte inserite siano sempre aggiornate 
ed effettivamente in corso.
Questa puntata inizia oggi e terminerà il 9 giugno,
per rinnovarsi il giorno dopo.

Altre informazioni si trovano nella
A presto! =)









lunedì 23 novembre 2015

Cuscino di riso, sale e lavanda

Mi sto appassionando ai cuscini imbottiti di "cose strane".... forse anche per necessità, dato che sono dei validi ausili per dare sollievo a dolori di varia natura. Dopo quelli ripieni di noccioli di ciliegia e quelli con semi di uva e lavanda, ecco il mio nuovo esperimento: sale - riso - lavanda.


Come dicevo, si tratta di un esperimento, quindi tutto da migliorare. Innanzi tutto, per le grandi dimensioni che ha: 48 x 22 cm. Per riempirlo ci sono voluti 1 Kg di sale grosso e 1 Kg di riso, oltre alla lavanda che ha comunque un peso irrisorio, rispetto al resto.

cuscino sale-riso-lavanda 2

Per realizzarlo ho mescolato in una ciotola capiente i tre ingredienti, per uniformare meglio il "ripieno".

cuscino sale-riso-lavanda 3

La fodera è un riuso di un sacco copri-piumino, dalla stoffa irrimediabilmente lisa in alcuni punti e ancora molto compatta in altri. Ho ritagliato una porzione di tessuto, sfruttando una delle cuciture laterali del copri-piumino per il lato lungo del mio cuscino, e ho cucito a mano a punto indietro la fodera dritto contro dritto. Prima di chiudere, ho risvoltato il lavoro e riempito con il "composto".

cuscino sale-riso-lavanda 4

Poi ho cucito, sempre a mano, il bordo di tutto il cuscino a punto festone, sia per renderlo esteticamente più gradevole sia per rinforzare la cucitura, visto il peso non indifferente dell'imbottitura.

cuscino sale-riso-lavanda 5

Sempre a causa del peso, mi sono accorta che il contenuto si ammassava spostandosi pesantemente da una parte all'altra, risultando scomodo da usare e mettendo a rischio le mie povere cuciture.
Così ho pensato di suddividere il cuscino in 4 settori, praticando tre cuciture (sempre a mano) a punto filza, con andata e ritorno, per avere una cucitura piena e uniforme. Questa operazione non è stata certo agevole con il cuscino già pieno... meglio prevederla prima.... ma con questo accorgimento l'imbottitura rimane ben distribuita.

Comunque, pur essendo piuttosto pesantino, devo dire che posizionato caldo sulle mie spalle dolenti a causa di un attacco di cervicale, mi ha dato giovamento. L'ho riscaldato per 2 minuti e mezzo a 850 W nel forno a microonde. La sensazione è davvero piacevole e confortante, anche se il calore dura meno rispetto ai cuscini di noccioli di ciliegie; diciamo che ha cominciato ad intiepidirsi dopo circa 15-20 minuti.

Uno dei rimedi della nonna per i dolori muscolari ed articolari prevede un impacco sulla parte dolorante con pezze imbevute di acqua calda e sale. Diciamo che con questo esperimento ho tentato di realizzare una versione più comoda e pratica di questo sistema, abbinando il sale grosso al riso (che funge da accumulatore di calore, come nel caso dei noccioli di ciliegia) e alla lavanda, che ha molteplici proprietà, tra le quali quella antidolorifica oltre a quella rilassante.... se  non bastasse il suo delizioso profumo.

A presto! =)



lunedì 26 ottobre 2015

Cuori profumati, imbottiti con semi di uva e lavanda

Questi cuori profumati sono una vera coccola... direi quasi un'esperienza multi-sensoriale.... dai, non starò esagerando un po'???


No... in effetti, in primo luogo, sono colorati: ognuno è un pezzo unico, dato che l'involucro esterno è costituito da un foglietto acchiappa-colore usato.... e ogni volta è la lavatrice che decide come e quanto colorarli, formando ogni volta sfumature uniche più o meno intense, ma sempre casuali. La cucitura è realizzata a mano a punto filza con cotone sfumato in tinta.


Poi, sono naturalmente profumati, dato che al loro interno custodiscono della fragrante lavanda (del mio giardino).

Sono anche riscaldabili, caratteristica confortevole già di per sé, ma che ha anche la funzione di esaltare ancor di più il profumo della lavanda. In questo caso, si usano come i cuscinetti imbottiti con noccioli di ciliegie: anche i semi di uva infatti hanno la proprietà di accumulare il calore e di rilasciarlo lentamente.
Basta porre i cuoricini per qualche secondo nel forno a microonde per intiepidirli e sfruttare in modo sicuro i benefici del calore e le molteplici proprietà curative della preziosa lavanda.
Il trattamento che ho impiegato per pulire, sterilizzare ed essiccare questi semini è lo stesso che ho usato per i noccioli di ciliegia, solo con tempi leggermente inferiori, data la diversità di grandezza e consistenza tra i due materiali.

Oltre che come cuscinetti terapeutici possono anche essere usati semplicemente come profumatori per armadi o cassetti; se realizzati di grandi dimensioni, possono essere utilizzati come normali cuscini per riposare.

A presto! =)


Questo post partecipa a:




venerdì 9 ottobre 2015

Come trattare i noccioli di ciliegia per imbottire i cuscini: tutorial fotografico passo-passo

Come promesso, ecco qua il tutorial passo-passo in cui spiego come ho trattato i noccioli di ciliegia da utilizzare per realizzare i cuscini da usare caldi o freddi.


Mi sono documentata navigando in rete e ho trovato metodi un po' diversi tra loro, non tanto nelle fasi da eseguire, quanto nei tempi di ognuna. Io comunque, dopo un po' di prove, faccio così.

1. Faccio bollire i noccioli in una capiente pentola piena d'acqua per almeno un'ora

1. bollire

Se non si intende trattare i noccioli subito dopo aver consumato le ciliegie, consiglio di lasciar seccare i resti, possibilmente al sole, in modo da evitare la formazione di muffe.

2. Scolo e sciacquo i noccioli in modo da eliminare i residui di polpa

2. ripulire

Per questa operazione io metto lo scola-pasta nel lavandino, sotto il getto dell'acqua fredda, e mescolo vigorosamente i noccioli con una mano o con l'aiuto di una spazzolina, cercando di strofinarli bene contro il bordo del recipiente, in modo da favorire il distacco dei residui di polpa.

3. Faccio asciugare i noccioli, possibilmente al sole

3. asciugare al sole

Li metto ben distesi sopra uno strofinaccio pulito finché non sono perfettamente asciutti. L'ideale è metterli al sole, anche per una giornata intera; in alternativa si possono posizionare in un locale il più possibile caldo e asciutto. Asciugandosi diventeranno belli lisci e di colore chiaro.

4. Faccio essiccare i noccioli nel forno elettrico

4. essiccare in forno

Metto i noccioli in una teglia abbastanza grande da poterli accogliere in un unico strato e li inforno a 100° (in forno pre-riscaldato) per almeno 20 minuti. Poi li lascio raffreddare completamente all'interno del forno spento.

5. Li conservo all'interno di barattoli di vetro puliti e richiudibili,
in luogo fresco, buio e al riparo dall'umidità, fino al momento di utilizzarli

5. conservare in vetro

Quando decido di confezionare i cuscinetti (CLICCA QUI per saperne di più su come si usano e a cosa servono) scelgo una stoffa, possibilmente di recupero come nel caso di quella dei campionari di tessuti d'arredamento, e faccio così:

1. cucio a mano, dritto contro dritto a punto indietro, i contorni della stoffa,
lasciando una piccola apertura per risvoltare la foderina

cuscino 1.

2. risvolto e introduco i noccioli nella fessura

cuscino 2.

3. chiudo l'apertura con piccoli punti nascosti,
rinforzo e rifinisco bordando tutto il perimetro a punto festone
sul dritto del lavoro

cuscino 3.

Il cuscinetto si può realizzare a piacere, grande o piccolo, di qualsiasi forma, con o senza fodera di protezione asportabile e lavabile.
Comunque, la cosa fondamentale è quella di pulire i noccioli perfettamente, perché gli eventuali residui di polpa che vi rimangono attaccati, possono causare la formazione di muffe.

Per lo stesso motivo, consiglio di non lavare mai il cuscinetto imbottito di noccioli perché, chiusi all'interno della foderina, rischierebbero di non asciugare perfettamente.

Tra un utilizzo e l'altro, i cuscinetti andrebbero conservati in modo da favorire il passaggio di aria, quindi non in sacchetti di plastica, in luogo fresco, asciutto e al riparo da umidità e polvere.

A presto! =)


lunedì 5 ottobre 2015

Cuscini imbottiti di noccioli di ciliegia: come si usano

Finalmente ho trovato un po' di tempo per mettere mano ai noccioli di ciliegia che ho accumulato questa estate, e per questo gruzzoletto devo ringraziare anche alcune amiche della community di g+ "BarattiAMO... creativamente", che me ne hanno spediti un po'.


Non li ho certamente inventati io; li ho visti spesso nel web e, informandomi sull'argomento, ho scoperto che si tratta di manufatti usati da moltissimi anni.

Se ne possono fare di tutte le forme e misure, ma la loro caratteristica fondamentale è quella di essere imbottiti solo con noccioli di ciliegia, sterilizzati ed essiccati.

cuscino noccioli millerighe

Questo perché queste preziose sferette lignee hanno la capacità di accumulare la temperatura alla quale vengono esposti, sia essa calda o fredda, e di rilasciarla lentamente.

Per cui sono adatti ad un doppio utilizzo: a caldo o a freddo.

Nel primo caso bisogna riscaldare il cuscinetto e per farlo basta porlo su un termosifone, oppure nel forno a microonde a media potenza per un paio di minuti, oppure nel forno elettrico a max 80° per qualche minuto (ATTENZIONE: i tempi di permanenza in entrambi i tipi di forno dipendono dalle dimensioni del cuscinetto che, in ogni caso, non va MAI lasciato incustodito al loro interno).

Il cuscinetto riscaldato può dare sollievo in caso di dolori localizzati, per sciogliere contratture muscolari, come scaldino nelle serate fredde, o come semplice e deliziosa coccola; basta posizionarlo sulla parte interessata.... o abbracciarlo.

cuscino rettangolare pannabiscotto

L'utilizzo a freddo invece è indicato quando ci sia necessità di applicare una compressa fredda su piccole scottature o contusioni, così come per alleviare il mal di testa o il mal di denti; anche in questo caso, basta appoggiarlo sulla parte interessata. I più indicati per questo tipo di uso sono i cuscinetti di dimensioni più piccole.

Per raffreddarli è sufficiente tenerli all'interno del freezer per almeno 20 minuti, ma è anche possibile lasciarvene uno sempre all'interno.... dato che non si sa mai quando può rendersi necessario.

Come dicevo all'inizio, ne ho visti di tutte le forme e dimensioni, con o senza doppia fodera; io ho preferito realizzare un cuscinetto interno, riciclando ritagli di stoffa 100% cotone provenienti da un campionario di tessuti d'arredo, e una fodera esterna, nel mio caso lavorata all'uncinetto, senza cerniere che possano dare fastidio e, nel caso di quello rettangolare, anche senza bottoni.
In questo modo, si potrà riscaldare o raffreddare solo il primo, introdurlo nella seconda e utilizzarlo senza pericolo di sporcare il cuscinetto ripieno di noccioli; ciò è importante perché quest'ultimo non si dovrebbe mai lavare, per non rischiare la creazione di umidità e muffe al suo interno.
Dopo averlo utilizzato basta riporlo in un posto secco e al riparo dalla polvere.

Prossimamente, il tutorial su come trattare i noccioli per realizzare questi cuscini.

A presto! =)

P.S. il cuscinetto a forma di busta misura 16 x 16 cm, mentre quello rettangolare 21 x 14 cm.
Ognuno di essi contiene 400 noccioli.
La prossima primavera/estate, se vi piacciono le ciliegie e non usate i noccioli....
....ricordatevi di me.... io li riceverei volentieri! =)



lunedì 14 settembre 2015

Saponette al microonde

Non mi sono data alla saponificazione... è un'arte che richiede competenza e precisione e la lascio dunque alle esperte, come Serena.... che spero non mi sgriderà per questo mio "esperimento".

Mi sono limitata a riciclare quei rimasugli di saponette, quei pezzetti talmente piccoli che non si riescono più a maneggiare, che diventano secchi e che finiscono il più delle volte nello scarico della doccia, o che si tenta invano di appiccicare alla saponetta nuova.... ma che poi puntualmente si staccano al primo tentativo di utilizzo.

Così ho provato a fare le


Il procedimento è molto semplice e veloce.

Ho riempito un piccolo stampino (5 x 4,5 cm) in silicone per alimenti, a forma di cuore, con degli avanzi di saponette ridotti in briciole con l'aiuto di un coltello.

saponette al microonde 2

Ho aggiunto qualche goccia di acqua con un contagocce, circa una ventina nel mio caso, ma bisogna regolarsi in base alla grandezza dello stampino e di conseguenza alla quantità di sapone.
ATTENZIONE: l'aggiunta dell'acqua è molto importante, perché senza acqua il composto si gonfierà "eruttando" dallo stampino senza amalgamarsi.

saponette al microonde 3

Ho inserito lo stampino pieno di residui di sapone nel microonde; dopo alcune prove ho concluso che è meglio usare la potenza minima del proprio forno, nel mio caso 100 W, per qualche decina di secondi. Con degli stampini così piccoli sono bastati 25-30 secondi.
In ogni caso, si può anche procedere di 10 secondi in 10 secondi e proseguire finché il sapone non inizia sciogliersi.

saponette al microonde 4

Quando il sapone è praticamente sciolto, si estrae lo stampino dal forno e si livella la superficie con un cucchiaino, premendo leggermente per compattare il sapone.

saponette al microonde 5

Si lasciano riposare le saponette per un po' di tempo, per dare loro modo di solidificarsi; le mie, dato che sono piccole, hanno richiesto circa 20 minuti.
Se aveste premura di vedere il risultato finale (come me, tanto per cambiare), per velocizzare questo processo potete anche metterle qualche minuto nel freezer.

saponette al microonde 6

Infine, basta estrarle dallo stampo ed ammirare le nostre 
nuove saponette riciclate.

saponette al microonde 7

Come dicevo all'inizio del post, si è trattato di un esperimento; non credo che il sapone, scaldandosi leggermente rilasci delle sostanze nocive, quindi penso che si possa usare tranquillamente il forno che utilizziamo anche per gli alimenti. Anche per questo motivo, per maggiore sicurezza, è importante selezionare la potenza più bassa del proprio forno, che in ogni caso viene usato per pochi secondi.
Spero che qualche amica esperta nell'arte del sapone artigianale, ci rassicuri riguardo a questo aspetto nei commenti. =)

Lo stesso risultato si può ottenere anche sciogliendo i residui di sapone a bagnomaria in un pentolino; in questo caso credo sia doveroso usare stoviglie destinate solo a questo tipo di utilizzo, così come gli stampini. Io ho acquistato tempo fa questi a forma di cuore al fine di impiegarli soltanto per "scopi creativi" di questo tipo, per gessetti, pasta modellabile e simili.

Infine, un altro modo molto più immediato per non sprecare i piccoli pezzetti di sapone, è quello di infilarli in un guanto o manopola da bagno: usandolo normalmente, a contatto con l'acqua si auto-insaponerà e il sapone non finirà nello scarico... se non sotto forma di schiuma. 

A presto! =)

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