venerdì 26 agosto 2016

Porta-bottiglia, di plastica all'uncinetto

Come dicevo qualche post fa, ultimamente mi porto al lavoro una bella bottiglia di bevanda rinfrescante-rimineralizzante fai-da-te. Ma mi si è posto il problema del trasporto: dal momento che uso una bottiglia di vetro, perché è più igienica rispetto alla plastica e riutilizzabile all'infinito, non sapevo mai come posizionarla in macchina perché non sbatacchiasse e rotolasse di qua e di là, rischiando ogni volta di rompersi. Inoltre mi è capitato anche di dover camminare per un po' dopo il lavoro... e mi sono ritrovata con la bottiglia in mano, dato che non avevo una borsa in cui riporla. Ed ecco quindi la mia soluzione:


Il porta-bottiglia da trasporto, ovvero una sorta di cestino con tracolla, multi-uso. L'ho realizzato con un filo ricavato da qualche sacchetto di plastica, con il procedimento descritto tempo fa, e l'ho lavorato all'uncinetto.

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 2

Ho iniziato dal fondo, lavorando in tondo a spirale a maglia bassa; poi, senza staccare il filo, ho realizzato il cilindro che costituisce il corpo del cestino, usando la maglia alta lavorata sempre a spirale. Giunta all'altezza desiderata, ho formato la tracolla con una striscia fatta da 4 maglie mezze alte che ho poi fissato dalla parte opposta del bordo del cestino con della maglie bassissime.
Per rifinire, e dare maggiore consistenza e robustezza al porta-bottiglia, ho fatto un giro a maglia bassa che comprendesse il bordo superiore del cestino e il lato della tracolla, uno per parte.

Ora la mia bottiglia, grazie al suo nuovo guscio semi-rigido, può essere tranquillamente trasportata in auto...

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 4

...e portata a spasso

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 3

E quando non viaggia?

porta-bottiglia di plastica all'uncinetto, da viaggio e da passeggio 5

Se ne sta da brava sull'attacca-panni, senza ingombrare la cucina.

A presto! =)


giovedì 18 agosto 2016

Mono-orecchini abbraccia-orecchie... o "ear cuff"

Li ho ammirati tante volte in Pinterest e me ne sono subito innamorata, perché sono orecchini dalla forma un po' particolare, che "decorano" in modo originale tutto l'orecchio, e non solo il lobo. Sono adatti a tutti, dal momento che non necessitano di fori ai lobi, ma allo stesso tempo non sono nemmeno muniti di clips, che a volte sono decisamente fastidiose. Inoltre sono leggerissimi, nonostante le dimensioni un po' appariscenti, quindi confortevoli da portare.

E ho provato a realizzarli anch'io alla mia maniera; con il filo di rame, che è il metallo che prediligo, in abbinamento a perline piccole e grandi, di vario materiale. 


Li ho sempre visti chiamare con il nome inglese ear cuff... che il signor GoogleTraduttore mi traduce in "polsino dell'orecchio"... nome secondo me improponibile. Trovo che "orecchini abbraccia orecchie" sia molto più adatto, nonché descrittivo, dato che è proprio ciò che fanno quando vengono indossati: le volute di filo metallico abbracciano delicatamente l'orecchio e l'apertura può anche essere modellata e regolata per meglio adattarsi ad ogni conformazione.


Per creare il motivo decorativo ci si può sbizzarrire con qualsiasi forma, simbolo o iniziale, si può guarnire il monile con perline di vario genere o altri elementi, avendo sempre come base del filo metallico da modellare secondo l'ispirazione del momento.
Ogni pezzo è unico, per questo io li vedo meglio come mono-orecchini, al limite abbinandone due simili ma diversi, magari uno più grande che faccia da protagonista e uno più piccolo... come comparsa.

A presto! =)

P.S. qualcuno conosce il vero nome italiano di questo tipo di orecchino?
Grazie.


lunedì 8 agosto 2016

Bevanda rinfrescante fai-da-te

Eccomi per una breve incursione estiva in questo mio povero e trascurato blog, con un argomento non certo principale ma nemmeno così insolito in queste pagine virtuali: l'auto-produzione e i rimedi naturali. Nella fattispecie si tratta di una bevanda rinfrescante e ri-mineralizzante fai-da-te, particolarmente utile in questo periodo di grande caldo e copiose sudate, data la sua ricchezza di vitamine, sali minerali e altri preziosi elementi.


La bevanda di cui parlo non è una mia invenzione; ne ho letto molto su internet e gli ingredienti sono pochi e semplicissimi, tanto da usare quanto da reperire. Io ne preparo una bottiglia da un litro al mattino, me la porto al lavoro e ne bevo un fresco bicchiere ogni tanto durante la giornata. Ma sarebbe perfetta da assumere anche al mattino appena svegli, in questo caso meglio se a temperatura ambiente, o addirittura tiepida.

Si prepara in 10 minuti e le dosi che uso io sono le seguenti: 
- il succo di 2 o 3 limoni (circa 200 ml), 
- un cucchiaio di miele (ma volendo si possono impiegare anche altri dolcificanti, dal comune zucchero allo sciroppo d'acero, o altro a piacere), 
- un cucchiaino di zenzero essiccato e macinato e 
- acqua quanto basta per riempire la bottiglia da un litro.
Il procedimento è semplicissimo: spremo i limoni e, con l'aiuto di un imbuto, verso il succo ottenuto nella bottiglia; poi stempero lo zenzero nel miele in un bicchiere a parte, mescolando bene e aggiungendo poco per volta dell'acqua; infine, quando il miscuglio è abbastanza liquido, lo aggiungo nella bottiglia e continuo a riempire con l'acqua fino a riempirla.

Le dosi ovviamente devono essere modificate a seconda dei propri gusti, regolando il grado di asprezza aumentando o diminuendo la quantità di limone, la dolcezza più o meno marcata scegliendo il tipo e la quantità del dolcificante più indicato alle proprie esigenze, e tendendo presente il gusto particolare, fresco ma un po' piccante dello zenzero.
Tutti gli ingredienti di cui è composta la bevanda sono ricchissimi di innumerevoli proprietà benefiche: arci-note sono infatti sia quelle del limone, che quelle del miele, così come quelle dello zenzero (clicca sui link per i relativi approfondimenti).
Oltre ai probabili effetti benefici a lungo termine, è certo che questa bevanda doni immediatamente un piacevole senso di freschezza rigenerante.

A presto! =)


giovedì 28 luglio 2016

Il nostro pond, parte 2: come abbiamo organizzato l'interno per i pesci + manutenzione

Ed ecco qui la seconda puntata della "saga" del nostro pond, ovvero il piccolo laghetto che abbiamo allestito, per i nostri pesci rossi, nel nostro altrettanto piccolo giardino.


Come accennavo nel precedente post, non servono grandi spazi per creare piccoli ambienti acquatici, con o senza pesci, e si possono utilizzare come base i più svariati contenitori, di riciclo e non solo. Per una veloce carrellata delle infinite possibilità potete dare un'occhiata alla mia bacheca di Pinterest dedicata all'argomento ma, soprattutto se vi si vogliono inserire anche pesci o tartarughe d'acqua, è sempre opportuno affidarsi ai consigli di esperti nel settore; noi abbiamo trovato un valido aiuto in un negozio specializzato in acquari (www.discusfantasy.net/).

Il nostro pond dunque ospita 4 pesci rossi, perciò l'organizzazione dell'interno è strutturata in funzione del mantenimento del loro benessere; ci sono quindi delle caratteristiche ben precise da rispettare.
La prima di tutte è la profondità: se è vero che la superficie del laghetto può essere anche relativamente contenuta (il nostro ha un diametro di circa 65 cm) l'altezza dell'acqua dovrebbe superare almeno i 60 cm (il nostro è profondo circa 80 cm). Questo serve per far sì che i pesci possano tranquillamente sopravvivere all'inverno, anche se la superficie dovesse gelare, e perché possano trovare la temperatura ideale quando fa molto caldo, dato che sul fondo sarà sempre più fresca che in superficie.

2. grotta sommersa

Dato che i pesci rossi amano nascondersi, abbiamo creato una bella e spaziosa grotta sommersa, semplicemente posizionando sul fondo alcuni grossi sassi di fiume. E' meglio provvedere a questa operazione prima di riempire il contenitore con l'acqua, perché potrebbero essere necessarie varie prove e spostamenti, per verificare la stabilità delle pietre.
Una cosa importantissima da sapere sui sassi da scegliere è che non devono essere calcarei, né contenere venature ferrose, perché questo potrebbe modificare negativamente il pH dell'acqua rendendola dannosa per i pesci. Per sapere se i sassi che abbiamo raccolto sono idonei, basta fare una semplice prova: versare sopra la pietra una goccia di acido cloridrico (muriatico). Se nel punto in cui si è versato il liquido si formano delle bollicine, la pietra è calcarea e quindi è da scartare, se non si formano bollicine invece il sasso è adatto. La stessa cosa vale anche per eventuali vasi che si vogliano inserire nel pond.
Prima di inserire le pietre o i vasi nel laghetto, ovviamente bisogna sciacquarli bene.

3. riempimento

Noi abbiamo inserito nel laghetto una pompa, con la duplice funzione di filtrare l'acqua per mantenerla pulita e di creare dei giochi d'acqua. Se la pompa serve solo come strumento di pulizia, si può sistemare in qualunque punto del pond, anche sul fondo in posizione nascosta. Se invece serve anche per movimentare la superficie dell'acqua con zampilli e fontanelle, è necessario che la colonnina di cui è dotata fuoriesca leggermente dall'acqua. In questo caso allora la pompa va posizionata all'altezza necessaria, in base alla profondità del contenitore e alla lunghezza della colonnina, e lo si può fare semplicemente creando un basamento stabile con dei sassi piatti e larghi.
La pompa è dotata di un filo elettrico, e di questo bisogna tenere conto nel momento in cui si sceglie la posizione del laghetto all'interno degli spazi che abbiamo a disposizione, per fare in modo di avere un attacco elettrico facilmente accessibile. Ma è anche vero che il filo si può interrare, proteggendolo all'interno di un apposito tubo, e che esistono anche pompe che funzionano con piccoli pannelli solari.
Una volta trovata la disposizione ideale degli "arredi" interni, si può procedere al riempimento del contenitore con l'acqua.

4. movimento acqua

Fontanella centrale e cascata laterale non hanno solo lo scopo di decorare e abbellire il nostro piccolo specchio d'acqua, ma anche e soprattutto quello di muovere l'acqua, in modo da ossigenarla rendendola più salubre per i pesci e da impedire la formazione di cattivi odori, zanzare, e insetti in genere.
Inoltre, il suono prodotto dall'acqua che ricade è anche molto piacevole e rilassante.

4. piante acquatiche galleggianti

Dopo aver riempito il contenitore, è il momento di mettere a dimora le piantine acquatiche; ce ne sono diversi tipi e qualità tra cui scegliere, ma noi abbiamo optato solo per due specie, entrambe del tipo galleggiante, che non richiedono quindi terra o vasi in cui far crescere le radici. Questo per cercare di mantenere l'acqua il più possibile pulita, ma è una scelta del tutto personale.
Quella della prima foto del collage qua sopra, è un giacinto d'acqua e si è ambientata subito bene, mentre la seconda, con le foglioline piccolissime, è morta praticamente subito, probabilmente a causa del gran caldo di questo periodo; riproveremo ad inserirla più avanti, quando le temperature non saranno più così torride. Nel suo piccolo, sarebbe una piantina importante, perché in genere tende a "tappezzare" la superficie dell'acqua offrendo riparo ai pesci (che come dicevo amano nascondersi) e filtrando parte dei raggi solari, contrastando così la formazione di alghe.

5. acclimatazione pesci

I pesci non vanno introdotti subito nel nuovo ambiente; è meglio attendere qualche giorno dopo aver messo l'acqua, per far sì che l'eventuale cloro si disperda e per essere certi che gli altri elementi (vasi, sassi, piante, ecc...) non rilascino sostanze dannose. Sarebbe meglio effettuare una veloce analisi di un campione d'acqua, cosa ci è stata offerta presso il negozio di cui parlavo all'inizio del post. Abbiamo così scoperto che la nostra acqua ha un pH ottimale, ed è priva di calcare e nitriti.
Quando arriva finalmente il momento di far conoscere la nuova casa ai "pinnuti" non basta fargli fare un bel "tuffo liberatorio": bisogna farli acclimatare gradualmente, perché una delle cose più deleterie per i pesci è quella di far subire loro repentini sbalzi di temperatura... e questo vale anche e soprattutto quando sono alloggiati nelle comuni piccole vaschette... mai cambiare l'acqua sotto il rubinetto, è molto meglio predisporre delle bottiglie di plastica tenute alla stessa temperatura ambiente della vaschetta.
Per procedere al trasloco dei pesci li abbiamo messi in un sacchetto con parte dell'acqua che c'era nella loro vaschetta, abbiamo introdotto il sacchetto aperto nel laghetto, fissandolo al bordo con una pinza. Abbiamo atteso un paio d'ore e poi abbiamo introdotto nel sacchetto un po' della nuova acqua presente nel pond, ripetendo l'operazione dopo un po', fino al momento in cui si sono potuti finalmente liberare. Questa operazione richiede quindi qualche ora.

Mario, Luigi, Tenente Colombo e Gustavo

Nella loro nuova dimora, Mario, Luigi, Tenente Colombo e Gustavo si sono trovati subito benone, nuotando liberi ed esplorando il nuovo ambiente, avendo finalmente tanto spazio per sgranchire le pinne.
Nonostante i primi due siano vissuti a lungo e relativamente bene per quasi tre anni nel piccolo contenitore, ogni pesce rosso, in condizioni ottimali, necessita di circa 50 litri d'acqua; il nostro pond ha una capacità di circa 200 litri, anche se quelli effettivi (dopo l'aggiunta dei sassi) sono leggermente diminuiti. In ogni caso stanno comunque decisamente più comodi rispetto a prima, ma è una delle cose da tenere in conto quando si pianifica il numero di pesci alloggiare nel laghetto; anche perché in uno spazio grande sembrano pochi.... ma crescono in fretta!

6. alimentazione pesci

Infine, riguardo alla manutenzione bisogna tenere in considerazione alcune cose.

La prima è l'alimentazione dei pesci:  non lo sapevo, ma me ne sono accorta ben presto... in uno spazio più grande a loro disposizione i pesci mangiano molto più di prima... sarà che si muovono di più... ma hanno una fame da lupi e si mangiano anche le piantine!
Quindi bisogna dare loro da mangiare tutti i giorni, meglio piccole quantità più volte al giorno; dare troppo cibo in una volta sola, vorrebbe dire che i pesci non lo mangeranno tutto subito e andrà a sporcare inutilmente l'acqua.
Io preferisco quello sotto forma di pallini, e non quello in scaglie, perché è più facilmente dosabile e tiene l'acqua più pulita.

E' bene non riempire il contenitore scelto per il pond fino all'orlo, ma lasciare un po' di bordo e controllare il livello dell'acqua, aggiungendone un po' nel caso diminuisca con la normale evaporazione nei periodi caldi, e rimuovendo l'eventuale eccesso in caso di abbondanti piogge.

La posizione migliore per installare un pond sarebbe quella con una buona esposizione al sole durante il mattino e in penombra durante il pomeriggio; se ciò non fosse possibile, come nel nostro caso, nelle ore più calde si può ombreggiare il laghetto con un semplice ombrellone, in modo che l'acqua non si scaldi troppo e al fine di limitare l'inevitabile formazione di alghe.

Ogni giorno è consigliabile controllare che nell'acqua non siano finite foglie che potrebbero anche essere velenose per i pesci; ciò può accadere facilmente in caso di forte vento. In questo caso, vanno rimosse al più presto.

Per finire, è necessario pulire periodicamente il filtro della pompa; noi lo facciamo ogni 8-10 giorni, ma bisogna regolarsi in base all'aspetto dell'acqua.

Credo di aver detto tutto...
ma se ci fossero domande, chiedete pure nei commenti.

Come nel caso del precedente post,
ho raggruppato le foto in alcuni collage, ma nell'album di Flickr 
si possono vedere anche separatamente ed ingrandite.

A presto! =)



venerdì 22 luglio 2016

Il nostro pond, parte 1: come abbiamo allestito l'esterno

Finalmente eccola qui, la nuova grande e confortevole casa per i nostri pesci rossi: un pond


Ho deciso di utilizzare la parola inglese "pond", perché identifica meglio il concetto rispetto a "laghetto"; quest'ultima infatti si riferisce al classico specchio d'acqua scavato nel terreno, delimitato da sassi e/o vegetazione di vario tipo, mentre quella del pond è un'idea molto più ampia e variamente interpretabile, perché si riferisce alla creazione di ambienti acquatici di varie fogge e dimensioni (molto spesso infatti si tratta di mini-pond), allestiti nei più svariati contenitori, con piante e animali acquatici, posizionabili sia in luoghi chiusi che all'aperto, su balconi, terrazzi e nei giardini anche molto piccoli, come il mio.

Nonostante la meticolosa selezione, le foto dei vari passaggi della costruzione sono rimaste comunque tante; per questo ho pensato di raggrupparle in alcuni collage, ma chi volesse vederle singolarmente e ingrandite può farlo attraverso il relativo album su Flickr.
Ho inoltre diviso l'argomento in due post-capitoli: in quello di oggi mostrerò come abbiamo allestito l'esterno, mentre nel prossimo parlerò della parte interna che, soprattutto nel caso siano presenti anche dei pesci, è molto importante perché ci sono delle condizioni da rispettare.
A questo proposito, vorrei aprire una parentesi: dato che era da molto tempo che accarezzavo l'idea di realizzare un laghetto in giardino mi sono molto documentata su internet, e ho anche creato una bacheca su Pinterest dedicata interamente a questo argomento, nella quale ho raccolto molte idee. Però spesso "molte idee" vuole anche dire "molta confusione", quindi sono stati fondamentali i preziosi consigli trovati presso un negozio specializzato in acquari (www.discusfantasy.net), che hanno saputo rispondere con disponibilità e competenza alle mie molte domande.

Ma vediamo come è fatto il nostro pond: tutto è cominciato con uno scavo nella zona del nostro piccolo giardino prescelta per ospitarlo.

2. scavo e posizionamento contenitore

Il recipiente che abbiamo utilizzato come base è un raccoglitore per l'acqua piovana, comprato per l'occasione, nonostante avessi meditato a lungo su vari tipi di contenitori di recupero. Per esempio, mi intrigava molto l'idea di utilizzare dei vecchi pneumatici da trattore o camion, ma volevo essere certa che il materiale fosse sicuro, sia per i pesci che avrebbe dovuto ospitare all'interno che per la terra circostante. Immagino quindi che un contenitore appositamente creato per raccogliere e riutilizzare l'acqua piovana in giardini e orti, non rilasci sostanze tossiche né all'esterno né all'interno.
Il nostro ha una capacità di 200 litri, misura 65 cm di diametro e 85 cm di altezza. L'abbiamo interrato solo per circa la metà, facendo attenzione a riempire bene con la terra lo spazio intorno alle pareti esterne, bagnando con l'acqua e comprimendo bene con un bastone per compattare il più possibile.

3. rivestimento parte esterna

Poi abbiamo rivestito la parte del contenitore rimasta esposta fuori terra con dei mezzi tronchetti di legno; questi hanno sia scopo decorativo che di protezione della plastica, per mitigare sia l'azione riscaldante del sole d'estate che quella del gelo in inverno. Sotto ai tronchetti abbiamo posizionato dei sassi piatti di serizzo (avanzati anni fa dalla costruzione del camino) per non metterli direttamente a contatto con la terra, rimandando in questo modo il loro deperimento.
Dove si interrompe il giro di mezzi tronchetti abbiamo sistemato un grosso e bizzarro legno, recuperato un paio d'anni nella buzza, ossia l'insieme di piccoli legnetti e grossi tronchi che si accumula sulla superficie del lago in seguito a periodi di forti piogge e che pian piano vengono sospinti e depositati sulle spiagge. L'avevo preso perché mi ispirava... e finalmente ha trovato il suo scopo.
Attorno al simpatico pezzo di legno abbiamo posto alcuni sassi recuperati in diverse spedizioni al fiume, intraprese proprio per scovare gli esemplari giusti, ognuno dei quali scelto avendo bene in mente dove sarebbe andato a posizionarsi.
La "coda" di sassi che si vede nella foto in basso a destra del collage qua sopra, serve per coprire e riparare il filo elettrico della pompa sommersa da mani e zampe indiscrete e soprattutto dall'azione del decespugliatore.

4. movimento acqua

Ed ecco a cosa serve la pompa sommersa di cui parlavo: prima di tutto a filtrare l'acqua per mantenerla pulita, e allo stesso tempo a creare dei giochi d'acqua, che non sono solo decorativi.... come vedremo nel prossimo post.
Il meccanismo della fontanella centrale è un accessorio della pompa stessa, mentre la cascatella laterale è opzionale e si può realizzare a proprio piacimento.

5. foratura bottiglia per cascata laterale

Noi abbiamo scelto di ri-utilizzare una bottiglia di vetro a forma di ampolla, ex confezione di una grappa. Ovviamente è stato necessario forarla e per farlo Luca ha usato un piccolo trapano per hobbystica, procedendo molto lentamente e avendo cura di mantenere bagnati sia la punta del trapanino che il vetro stesso, per evitare dannosi surriscaldamenti.
Nonostante le accortezze, dopo un po' lo spesso vetro del fondo della bottiglia ha iniziato a creparsi, perciò non è stato possibile raggiungere il diametro del foro necessario ad introdurvi il tubo di gomma che collega la bottiglia alla pompa.

6. fissaggio bottiglia per cascata laterale

Abbiamo allora aggirato il problema collegandovi un pezzo di plastica ricavato da un piccolo imbuto inutilizzato e legato con un segmento di fil di ferro annodato.
Infine abbiamo fissato la bottiglia al tronco di legno mediante un gancio a vite.

7. posizionamento tubo per cascata laterale

Nella foto qua sopra si vede il sistema con il quale abbiamo installato il tubo di gomma: con un coltello appuntito e affilato abbiamo creato un foro nella parte superiore del contenitore di plastica, vi abbiamo fatto passare il tubo collegato alla pompa, abbiamo fatto girare quest'ultimo esternamente attorno al tronco e poi l'abbiamo inserito nel fondo della bottiglia. Una volta posizionati i sassi di fiume, il tubo resta quasi interamente nascosto.

Il lavoro strutturale/decorativo esterno è praticamente finito...

8. ombreggiare quando fa caldo

...non resta che posizionare un ombrellone per ombreggiare lo specchio d'acqua nelle ore più calde del periodo estivo...

9. pescatore i fil di ferro e plastica

...e uno strano personaggio appollaiato sul tronco di legno, che fa (rigorosamente) finta di pescare. Il pescatore è modellato a mano, con una struttura di fil di ferro zincato; me lo immaginavo interamente fatto di ferro, ma in quel modo non era molto visibile e si mimetizzava troppo nell'ambiente circostante. Allora per il corpo ho pensato di usare un ritaglio di plastica bianca, ricavato da un flacone di shampoo, l'ho forato lungo il bordo con l'attrezzo che si usa per forare le cinture, e l'ho "cucito" alla struttura di metallo con del fil di ferro sottile.
La canna da pesca è fatta con un rametto proveniente dalla potatura del pero (il cui tronco si vede sullo sfondo) e la lenza è un pezzo di spago dal quale penzola un piccolo amo di fil di ferro.

Al prossimo post, con la descrizione dell'allestimento interno. =)


lunedì 18 luglio 2016

Mario e Luigi (quasi) 3 anni dopo

Nel precedente post ne avevo preannunciato un successivo 
sempre a tema pesci.
Non era esattamente questo che mi accingo a scrivere
ciò che avevo in mente... ma il lavoro che doveva esserne l'oggetto è stato
lungo e la selezione delle millemila foto anche.
Considerando che invece il tempo è pochissimo, 
e che ci tengo a raccontarlo per bene,
mi tocca rimandarlo ancora.

Ma i protagonisti sono comunque loro


i nostri pesciolini rossi che ci fanno compagnia da oltre due anni e mezzo.
Per la precisione, erano pesciolini quando li abbiamo presi, 
ma nel frattempo sono diventati dei pescioloni
e la loro vaschetta era davvero troppo piccola per loro.

Ora hanno una bella casa grande, molto più grande,
dotata di tutti i comfort di cui necessitano,
una casa a misura di pesce insomma.
E hanno anche due nuovi compagnetti.

Tutto questo, prossimamente su questi schermi.
A presto! =)

martedì 12 luglio 2016

Canotta a filet con pesce

Un'altra canotta saltata fuori in seguito a un repulisti, compagna di quelle personalizzate con il nome pubblicate qualche post fa, realizzata sempre nello stesso periodo (cioè diversi anni or sono), sempre all'uncinetto con la tecnica del filet.


Questo capo era di Ilaria e lo portava quando aveva circa 3 anni; ho usato del cotone color celeste e ho creato un simpatico pesce come motivo decorativo della parte davanti.

canotta celeste filet con pesce 2

Come sempre, per creare lo schema ho disegnato un pesce su un foglio a quadretti e poi l'ho "colorato" con quadretti pieni e vuoti. Lo sfondo è costituito da una rete di quadretti vuoti, movimentata nella parte superiore da una scia di bolle d'aria che salgono fino alla spallina della canotta.

canotta celeste filet con pesce 3

Il retro invece è tutto a rete, decorato unicamente da qualche fila di onde spumeggianti. Come sempre mi succede, al momento di unire il davanti e il dietro, mi sono accorta che il top era troppo stretto; così ho salvato il lavoro lavorando sui fianchi, come ho descritto QUI.

Se tutto va bene, anche il prossimo post sarà a tema "pesci"...
...a presto! =)


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